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Michele Di Salvo risponde alle nostre domande

Pubblicato da OverBlog su 4 Giugno 2013

Michele Di Salvo risponde alle nostre domande

Il blogger che abbiamo intervistato oggi è Michele di Salvo, classe 1975, giovane editore napoletano che ha aperto la sua casa editrice nel 1997.

Ha lavorato nel settore finanziario e come mediatore internazionale. Imprenditore nel mondo della comunicazione, per dieci anni è stato docente sia del settore editoriale, sia della formazione personale e della comunicazione. Dal 2006 al 2009 ha insegnato tecnica della comunicazione e diretto un master in comunicazione di massa. Ha all'attivo molte pubblicazioni che sono disponibili in e-book su Amazon. Nel 2011 nasce il suo blog omonimo che ha poi trasferito su OverBlog a Marzo 2012.

Ecco quello che ci ha raccontato riguardo la sua esperienza da blogger e da comunicatore ben navigato.

IN CHE ANNO HAI APERTO IL TUO BLOG E COSA TI HA SPINTO A CREARLO? AVEVI GIÀ GESTITO ALTRI BLOG, PRIMA DI QUESTO?

Il blog è nato a novembre 2011, come luogo di raccolta di un po’ tutto quello che ho scritto in rete, e che risultava decisamente frammentato, soprattutto per me. Mi è capitato spessissimo che qualcuno che non conoscevo mi scrivesse per dirmi “ho letto che hai scritto…” oppure “non riesco a trovare quell’articolo…” e molte volte quello che ricordavano, logicamente, era solo un frammento, e non sempre corretto.
L’idea era quella di mettere “in un unico luogo” tutto, e quindi avere anche una sorta di ordine e archivio, anche per consentire a tutti di interagire, commentare, condividere e interagire.

QUAL È A TUO AVVISO L'ELEMENTO CHE CONTRADDISTINGUE IL TUO BLOG DA ALTRI ATTIVI NELLO STESSO AMBITO O SETTORE?

I blog hanno ovviamente molte caratteristiche comuni, tutte nella direzione dell’interazione con i lettori. Credo che lo sviluppo che ho dato al mio sia nel cercare il massimo di tutte le interazioni possibili. Ho cercato di strutturarlo in maniera tale da focalizzarmi su tre obiettivi principali. Dare ai lettori il massimo della commentabilità e condivisione possibile, facilitare al massimo la ricerca per contenuti, e soprattutto impostare il blog come un hub per facilitare l’incontro e il confronto con il massimo dei social network. In genere ‘approccio è chiedere ai lettori di seguire sul proprio social, io ho cercato di invertire e di incontrare le persone sul loro social network.

LA TUA LINEA EDITORIALE SI È DEFINITA SULLA BASE DI UN PROGETTO PRECISO E RAGIONATO A PRIORI, OPPURE È IL FRUTTO DI EVOLUZIONI E ADATTAMENTI AVVENUTI NEL CORSO DEL TEMPO?

La linea editoriale è quella del confronto, civile pacato e aperto, su tutti i contenuti, anche quelli più spigolosi o provocatori. L’idea è ragionare insieme sui contenuti,e confrontiamoci anche e soprattutto quando non siamo d’accordo. È chiaro che come quasi tutte le cose che avvengono in rete, impari molto facendo, e soprattutto vedendo e navigando in rete, e importando le idee buone che sono funzionali al tuo progetto.

CHE RUOLO SVOLGONO I SOCIAL NETWORK RISPETTO ALLA TUA ATTIVITÀ DI BLOGGER? QUALI SONO LE PIATTAFORME CHE UTILIZZI?

Io le uso praticamente tutte, credo che se vuoi incontrare le persone e confrontarti con loro non debbano essere loro a venire da te, ma il contrario. In generale è questo quello che dovrebbe fare chiunque svolge un lavoro intellettuale, in qualsiasi modo inteso. E devi anche dare alle persone la più ampia possibilità di interagire. Per me i social network non sono un canale statico ad esempio per diffondere le cose che scrivo, ma sono possibilità di commento e di dibattito. È molto difficile che qualcuno che mi scrive, che commenta, che interviene, anche non necessariamente tra i miei contatti diretti, non riceva risposta.

COSA PENSI DEL SOCIAL HUB, CHE PERMETTE DI INTEGRARE NEL BLOG I TUOI CONTENUTI DAI SOCIAL NETWORK, IMPORTANDOLI IN MODO NATIVO E ORGANIZZANDOLI SECONDO FILTRI E SPECIFICHE?

Lo trovo molto utile. Permette non solo di pubblicare, ma soprattutto di vedere in un unico luogo ciò che avviene e come si struttura il confronto anche sulle altre piattaforme, anche in quelle in cui semmai la persona non è presente con un proprio account.
Questo fa si che non solo si possa articolare il confronto, ma semmai leggere direttamente anche quello che dicono altre persone, altrove e al di fuori della propria piattaforma, ed anche questo è facilitare la consapevolezza e la conoscenza delle dinamiche della rete. Credo che in quest’ottica se riusciamo tutti a mettere insieme strumenti che rendano meno voyeur e più attivi, più consapevoli e partecipi, e soprattutto riflessivi anche sul pensiero altrui, tutta la nostra vita online ne guadagna qualitativamente.

FINO A QUALCHE TEMPO FA, PER IL TUO BLOG HAI UTILIZZATO UN'ALTRA PIATTAFORMA. COSA TI HA CONVINTO A PASSARE A OVERBLOG?

Le piattaforme online in genere sono strutturate per mettere a disposizione risorse semplici ma generalmente statiche. Con poca possibilità di interazione e di adattamento a quelle che possono essere esigenze specifiche non tanto di un utente in particolare, quanto di un certo tipo di contenuto e della capacità di interazione voluta.
In più normalmente l’idea è quella di piattaforme che funzionino in maniera automatica, nel senso che l’utente opera “da solo” online nella creazione e adattamento del suo spazio. Questo fa sì che sia molto difficile che un blog, anche valido sotto il profilo dei contenuti proposti, difficilmente diventi anche un “sito” vero e proprio funzionale al modello desiderato. Intanto OverBlog ha “persone in carne ed ossa” – quantomeno per rispondere a domande e confrontarsi sui modelli più appropriati.
In più ha l’elasticità tecnica per adattare la piattaforma al modello comunicativo dell’utente. In questo si va oltre il blog statico e si entra nell’idea di un vero e proprio sito interattivo. Da un punto di vista dell’impostazione della piattaforma poi, non solo le scelte social e di condivisione ma anche la struttura stessa del back-office dei post nasce già per un approccio visivo e multimediale, che è esattamente la base delle nuove forme di comunicazione.

HAI QUALCHE CONSIGLIO DA DARE AI BLOGGER CHE CI LEGGONO?

Molte volte si confonde l’avere un blog con l’avere un sito personale. Non è così. Un blog è un luogo di discussione e di interazione bidirezionale. Fare la scelta di aprire un blog prevede un desiderio ed una impostazione mentale diretta al confronto lineare, orizzontale e non verticale, con i lettori. Quasi tutti hanno un blog, pochissimi lo sanno usare ed hanno un approccio social-mediale ai propri lettori. Questa differenza la si nota immediatamente, e difficilmente può essere mascherata. Nella rete 2.0 l’interazione era la base; oggi siamo in direzione di un web 3.0 in cui la struttura della comunicazione in rete è sempre più cross-mediale, strutturata su più canali comunicativi (audio, video, foto, forum) e prevede come requisito essenziale la socialmedialità. L’unico consiglio è essere consapevoli di dover offrire in rete un prodotto comunque editoriale capace di andare in questa direzione.

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